Immens: tre veterani di Epic Games stanno sviluppando un game engine con l'AI

Il mercato dei game engine è oggi più consolidato che mai. Da una parte Unreal Engine, dall'altra Unity. Insieme rappresentano la base tecnologica di circa il 70% dei videogiochi pubblicati su Steam negli ultimi anni, offrendo ecosistemi maturi, strumenti avanzati e workflow consolidati. Tuttavia, secondo tre veterani dell'industria provenienti da Epic Games, questa standardizzazione potrebbe aver raggiunto i suoi limiti.

Nasce da questa convinzione Immens, una nuova azienda fondata da Arjan Brussee, Sjoerd De Jong e Michal Valient, professionisti che hanno contribuito allo sviluppo di Unreal Engine e ad alcuni dei progetti più importanti dell'industria videoludica. Il loro obiettivo non è semplicemente creare un altro motore grafico, ma ripensare il concetto stesso di game engine nell'era dell'intelligenza artificiale.

Rompere il "doom cycle" dello sviluppo videoludico

Secondo i fondatori, l'industria sta vivendo quello che definiscono un vero e proprio "doom cycle": budget sempre più elevati, team sempre più grandi e tempi di sviluppo sempre più lunghi. Questo modello sta rendendo difficile per studi indipendenti e team di piccole dimensioni competere sul mercato.

L'idea alla base di Immens è che l'intelligenza artificiale possa contribuire a spezzare questo circolo vizioso, non sostituendo gli sviluppatori ma aumentando drasticamente la loro produttività. Invece di concentrarsi sulla generazione automatica di contenuti tramite prompt, l'AI viene integrata nell'architettura stessa del motore per facilitare la creazione di strumenti personalizzati, sistemi proprietari e workflow su misura.

Un engine progettato per essere esteso

Uno degli aspetti più interessanti del progetto riguarda l'approccio aperto e modulare.

Mentre molti motori moderni vengono percepiti come sistemi monolitici, Immens punta a una struttura basata su formati aperti, file leggibili e interoperabilità completa con strumenti esterni. Applicazioni come Blender, Maya e futuri strumenti basati su AI potranno dialogare direttamente con il motore senza dover passare attraverso pipeline chiuse o formati proprietari.

L'obiettivo è permettere anche a piccoli team di sviluppare funzionalità avanzate senza dover modificare il codice sorgente di un enorme framework o adattarsi a workflow imposti dall'alto.

In altre parole, se uno studio vuole creare un sistema particellare proprietario, un editor specializzato o un processo automatizzato per il proprio gioco, dovrebbe poterlo fare in modo rapido e naturale, sfruttando l'AI come assistente tecnico anziché come sostituto del lavoro creativo.

AI come acceleratore, non come sostituto

Il team di Immens sottolinea un aspetto fondamentale: l'intelligenza artificiale deve operare all'interno di processi trasparenti, verificabili e controllabili.

L'idea non è quella di affidare la produzione a un sistema che genera codice o contenuti senza supervisione, ma utilizzare modelli AI in grado di comprendere il contesto del progetto, suggerire modifiche e accelerare l'implementazione di nuove funzionalità mantenendo sempre il controllo nelle mani degli sviluppatori.

Questa visione si distingue da molte delle applicazioni AI che oggi dominano il dibattito nel settore gaming, spesso concentrate sulla generazione automatica di asset o contenuti. Immens vede invece il potenziale maggiore nell'automazione intelligente dei processi produttivi e dell'ingegneria software.

Una sfida difficile ma affascinante

Il mercato dei game engine non è certamente semplice da conquistare. Unreal Engine e Unity dispongono di community enormi, ecosistemi consolidati e anni di vantaggio tecnologico.

Tuttavia, il momento storico potrebbe favorire la nascita di nuovi approcci. L'adozione crescente dell'AI nello sviluppo software sta riducendo alcune delle barriere che in passato rendevano quasi impossibile costruire un motore da zero.

I fondatori di Immens sostengono infatti che oggi un piccolo team possa raggiungere risultati che fino a pochi anni fa avrebbero richiesto organizzazioni molto più grandi, grazie agli strumenti di programmazione assistita dall'intelligenza artificiale.

Perché questa notizia è importante

Per chi lavora con Unreal Engine, Unity o Godot, il progetto Immens rappresenta un segnale interessante: il mercato dei game engine potrebbe entrare in una nuova fase di innovazione.

Se la promessa di un motore realmente aperto, altamente estendibile e progettato nativamente per collaborare con sistemi AI dovesse concretizzarsi, potremmo assistere alla nascita di nuovi workflow capaci di ridurre tempi e costi di produzione, rendendo più accessibile lo sviluppo di esperienze complesse anche per team ridotti.

Per il momento Immens è ancora nelle prime fasi di sviluppo, ma la combinazione di esperienza industriale, approccio open e integrazione intelligente dell'AI rende il progetto uno dei più interessanti da osservare nei prossimi mesi.

Link al post Linkedin di Sjoerd De Jong, responsabile prodotto di Immens e all'articolo di Gamesindustry.biz per maggiori informazioni.

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