Buona la Prima - Episodio 68


Pietro Faccio e Gustav Nisser di Buona la Prima ci portano nel loro meraviglioso mondo dedicato all'industria dei videogiochi.

Il podcast Buona la Prima è partner di Biunivoca.

Nell’episodio di Buona la Prima, Brynley Gibson (produttore con oltre 20 anni di esperienza in Sony, Avalanche, Sharkmob e altri) spiega perché l’industria dei videogiochi sta adottando un approccio simile a Hollywood: team core più piccoli e stabili, validazione forte prima dei finanziamenti importanti, e ricorso a specialisti esterni e co-development solo quando serve.

Gli investimenti sono calati rispetto al boom pandemico (da circa 10 a 2 miliardi, secondo i dati citati). I soldi ci sono ancora, ma sono più selettivi e ridotti: chi prima offriva 10 milioni ora ne propone 2-5, e le cifre grandi sono scese di conseguenza.
Dopo anni di team gonfiati e crescita per la crescita, il mercato chiede efficienza e controllo del rischio.

Team più piccoli sono più agili, controllabili e a basso burn rate: permettono di cambiare direzione senza bruciare risorse. Gibson preferisce questo modello proprio perché riduce il rischio e lascia spazio alle decisioni giuste per il gioco.

Non è però una copia del cinema: motori, pipeline e cicli di sviluppo lunghi restano complessità tipiche del gaming. Gestirlo male (scarsa coordinazione con i partner o core team debole) può creare più problemi di quanti ne risolva. E si possono ancora fare grandi titoli con team enormi, se organizzati bene.

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