Buona la Prima - Episodio 66


Pietro Faccio e Sergio Rocco di Buona la Prima ci portano nel loro meraviglioso mondo dedicato all'industria dei videogiochi.

Il podcast Buona la Prima è partner di Biunivoca.

In questa puntata, Pietro e Sergio affrontano un tema che va ben oltre la futura PS6: come sta cambiando l’economia del gaming e cosa significa questo cambiamento per i giocatori.

Al centro della discussione c’è la tanto citata “Sony Tax”, espressione che riassume le preoccupazioni legate a un modello sempre più orientato verso il digitale, gli abbonamenti e un maggiore controllo dell’ecosistema.

Dal gioco che possiedi al gioco a cui accedi

Il passaggio dal fisico al digitale offre indubbi vantaggi: niente dischi, niente distribuzione, acquisto immediato e cataloghi sempre più ampi.

Ma cosa perdiamo in cambio?

Nel mercato fisico possiamo acquistare un gioco, utilizzarlo e poi rivenderlo. Questo significa che il costo reale dell'acquisto può essere molto inferiore al prezzo pagato inizialmente.
Con il digitale, invece, questa possibilità viene sostanzialmente meno. Il prezzo rimane, ma una parte della libertà del consumatore scompare.

Ed è proprio il mercato dell’usato uno degli elementi più importanti della discussione: un sistema che permette di recuperare parte del denaro speso e che mantiene viva la concorrenza sui prezzi.

Il rischio della frammentazione

A questo si aggiunge la crescita degli abbonamenti.

Singolarmente possono sembrare convenienti, ma cosa succede quando per accedere ai contenuti che ci interessano dobbiamo sottoscrivere più servizi?

È quello che sta già accadendo nello streaming sportivo, dove competizioni e contenuti sono sempre più distribuiti tra piattaforme differenti.
Il gaming potrebbe seguire la stessa strada: più servizi, più ecosistemi e, alla fine, una spesa complessiva maggiore.

La vera domanda

La discussione di Buona la Prima non riguarda quindi soltanto Sony o la PS6.

Riguarda una trasformazione più ampia dell'economia digitale: il passaggio dalla proprietà all'accesso.

Il digitale è comodo, veloce ed efficiente. Ma la domanda è quanto siamo disposti a rinunciare, in cambio di questa comodità, alla possibilità di scegliere, confrontare i prezzi e rivendere ciò che abbiamo acquistato.
Perché forse la vera partita della prossima generazione non si giocherà soltanto sulla potenza della console.

Si giocherà sul modello economico che decideremo di accettare per poter giocare.

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