ArtStation rivela cosa cercano davvero gli studi: il 3D domina e i recruiter puntano sui portfolio
Il nuovo “State of the Art Report” presentato da ArtStation durante l’Unreal Fest Stockholm offre una fotografia molto chiara dell’industria creativa nel 2025. Attraverso l’analisi di oltre 1,2 milioni di portfolio e migliaia di risposte raccolte tra artisti, recruiter e studi, emerge un trend evidente: il 3D continua a dominare il settore.
Il 3D è la skill più richiesta
Secondo il report, la modellazione 3D è oggi la competenza più presente nei portfolio pubblicati sulla piattaforma, superando concept art e illustrazione. Anche il settore animation continua a crescere rapidamente, con l’animazione 3D in aumento del 14,4% e quella 2D del 12,8%.
Sul fronte software, Photoshop resta il programma più utilizzato, ma Blender continua a essere il tool in maggiore crescita, ormai centrale nelle pipeline moderne insieme a Substance 3D Painter, Maya e ZBrush.
Continua inoltre l’espansione di Unreal Engine, sempre più richiesto all’interno dei workflow dedicati a videogiochi, realtime e virtual production.
Perché gli artisti cambiano software
La motivazione principale è economica. Circa metà degli artisti intervistati afferma di aver cambiato software a causa di aumenti di prezzo o modifiche alle licenze.
Subito dopo compaiono la ricerca di alternative migliori e le questioni etiche legate alle aziende produttrici. È anche per questo che software accessibili come Blender stanno crescendo così velocemente.
Cosa cercano davvero gli studi
Le figure più richieste restano quelle legate al 3D e alla concept art, soprattutto:
3D Character Artist
3D Environment Artist
Concept Artist
Ma il vero elemento decisivo continua a essere il portfolio. Secondo recruiter e art director, i candidati vengono spesso scartati per portfolio poco rifiniti, fondamentali deboli o workflow non aggiornati.
Gli studi cercano soprattutto qualità, chiarezza del processo creativo e una buona comprensione delle pipeline produttive.
Gaming leader nelle assunzioni
Il gaming resta il settore che assume di più, seguito da animazione, film e TV, advertising e AR/VR.
I software più richiesti negli annunci di lavoro pubblicati su ArtStation sono Photoshop, Unreal Engine, Blender, Maya e Unity. Anche il lavoro remoto continua a mantenere una forte presenza nel settore creativo.
IA generativa: il settore resta diviso
L’intelligenza artificiale continua a essere uno dei temi più discussi. I progetti creati con strumenti IA sono cresciuti rapidamente su ArtStation, anche se rappresentano ancora una piccola parte del totale.
La community appare divisa quasi a metà: una parte utilizza già strumenti come Midjourney e Stable Diffusion, mentre l’altra continua a rifiutarli o lavora in studi dove l’IA non è consentita.
Le preoccupazioni principali riguardano copyright, svalutazione dell’arte umana e indebolimento delle competenze artistiche di base.
Ed è proprio questo il messaggio finale del report: software e tecnologie cambiano continuamente, ma fondamentali solidi e portfolio di qualità restano ancora gli elementi più importanti per entrare nell’industria dei videogiochi.
Guarda il talk completo presentato durante l’Unreal Fest Stockholm, con tutti i dati condivisi da ArtStation sullo stato attuale dell’industria creativa:
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